MAGNESI PER IL TITOLO ITALIANO SUPERPIUMA

Il pomeriggio di venerdi 25 maggio a Cave, ci sarà la conferenza stampa per la presentazione del match Magnesi vs Invernizio, valevole per il titolo Italiano Superpiuma che si disputerà il 30 giugno a Grosseto. Il futuro vincitore del match vincerà il titolo italiano superpiuma, titola per il quale l’ultimo match è stato disputato e vinto in passato da Alessandro Micheli che ad oggi non combatte più.

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Sul ring di Grosseto si affronteranno quindi Magnesi il campione di Cave che ha condiviso la sua esperienza professionistica recente con le World Series Boxing e che ad oggi detiene 11 vittorie per KO, pretendente numero uno a questo titolo che avrà come sfidante Francesco Invernizio, siciliano che ha tra le proprie esperienze passate, un match per il titolo dei leggeri contro l’avversario esperto Pasquale Di Silvio. Magnesi-200x300Una sfida assai interessante che porterà amici e sostenitori di Magnesi a seguirlo fuori regione per la conquista del titolo, un’occasione da non perdere per vedere ancora una volta uno spettacolo che lo stile di Magnesi sa regalare, una boxe di sostanza dove tecnica e potenza vanno a braccetto.

Per i curiosi non resta che andare alla conferenza stampa che si terrà venerdì 25 maggio presso il ristorante Evolution in Via dell’Argentario 18, Cave (RM), alle ore 17:00. Per quanto riguarda la manifestazione la data stabilita è il 30 giugno e la località Grosseto.

Marco Pochesci

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A Cave uno dei più importanti eventi del football americano in Italia (e sarebbe il caso di parlarne)

Sabato 7 Aprile dalle 15.00 partirà il Global Ambassadors Bowl Italy, una partita al culmine di una giornata di football americano destinata ad entrare nella storia (della nostra città e del football in Italia). Perché è importante esserci (ed esserne orgogliosi) – di Chiara D’Ambrosio

Sarà Cave la città designata per ospitare uno degli eventi sportivi più belli dell’anno, ma nessuno (a Cave) sembra saperlo. Si sa, fan più notizia le buche e le cose negative in generale che un evento sportivo che coinvolge due selezioni under 19, una formata dai migliori talenti della regione Lazio, e l’altra da dei “qualsiasi” licei Americani (Indiana, Maryland, Michigan, Ohio, Pennsylvania). Quei tipi di licei che sfornano futuri talenti ricercati dai più importanti college che, a loro volta, fanno a gara per accaparrarsi i migliori. I migliori, ossia quelli che un giorno -probabilmente- finiranno dritti in NFL. Robetta da poco, insomma, se si pensa che la selezione Italiana sarà composta da ragazzi che militano in sei diverse squadre del Lazio: Marines Lazio, Gladiatori Roma, Roma Grizzlies, Minatori Cave, Bufali Latina e Legio XIII Ostia. Squadre che per un giorno saranno unite sotto lo stesso vessillo e guidate da coach Iaccarino e lo staff dei Ducks Lazio.

Ma cos’è esattamente il Global Ambassadors Bowl Italy?

L’evento è nato nel 2008 in Giappone con l’intento di far incontrare selezioni di ragazzi provenienti dai licei dei paesi coinvolti e di creare così una rete di contatti tra diverse nazioni e diverse scuole; e di promuovere quindi il football americano anche al di fuori degli States. Tutti uniti sotto la stessa passione in un’esperienza che ha arricchito la vita di molti ragazzi.

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Il team Stars & Stripes nel corso degli anni ha visitato Giappone, Francia, Belgio, Germania, Spagna, Repubblica Ceca, Cina e…Italia per l’appunto. L’ultimo incontro nel nostro paese risale al 2015, e tre anni dopo avremo il piacere di ospitare la selezione Americana qui, da noi.

Ma perché Cave?

Il comitato regionale FIDAF Lazio ha designato Cave come punto di incontro per la giornata di sabato proprio per promuovere il football americano nelle province. Essendo un movimento sportivo in crescita, è ancora difficile farsi conoscere al di fuori delle grandi città, ed è un peccato vista la passione che questo sport riesce ad infondere in giocatori e pubblico. Un pubblico che a Cave ha fatto ribollire gli spalti quando chiamato a sostenere i Minatori, e che ha sempre regalato tante gioie. E chi ha vissuto questa realtà da vicino non può dimenticare l’emozione di vedere famiglie e curiosi affollare gli spalti e divertirsi, farsi domande sul football, partecipare a qualche coro che fino a quel momento aveva un senso solo per coloro che vivevano la squadra ogni giorno.

Quale sarà quindi il programma della giornata?

I giocatori delle due squadre si incontreranno alle 10.30 ed inizieranno il camp: un allenamento condiviso che curerà la parte atletica e poi i drills per reparti. Dopo la pausa pranzo inizierà la partita vera e propria: alle 15.00 inizierà quindi l’evento principale, dopo il quale è prevista la premiazione ed un quinto quarto (il terzo tempo, in poche parole i bagordi) che come da rito cancellerà ogni rivalità portata avanti in campo.

Un giorno di grande rilievo che -si augurano i Minatori- renderà partecipe tutta la città.

“Si tratta sicuramente di un evento molto importante, tanto per la cittadina di Cave quanto per il football Italiano”, ha detto Federico Ilardi, QB dei Minatori Cave, “considerando che di partite con squadre Americane se ne fanno tre o quattro l’anno. Ed essere scelti tra 150 città diverse è un onore e sicuramente un’occasione da non perdere. Cave è stata preferita a Roma proprio per dare lustro al football americano e farlo conoscere al di fuori delle grandi città; e soprattutto per creare un evento molto importante nella periferia.. Ed essendo noi, al momento, l’unica squadra della periferia romana ad essere iscritta ad un campionato nazionale siamo stati scelti per ospitare l’evento.”

“Sicuramente il fatto di accogliere il Global Ambassadors Bowl non è cosa da poco, perché è un tipo di evento che capita una volta ogni dieci anni…avere la possibilità pur non conoscendo bene lo sport di vedere dal vivo giocatori di una selezione Americana è una cosa enorme. Si parla di ragazzi che sono stati selezionati nelle scuole per arrivare poi sul nostro campo. Gli stessi ragazzi che un giorno potrebbero giocare in NFL. E vederli a Cave sarà il massimo. Per cui l’invito che io, ma anche i Minatori Cave, la FIDAF e ogni appassionato di questo sport  facciamo al pubblico è quello di partecipare, invitare e condividere questo momento, anche se non si conosce bene lo sport. Perchè questi sono eventi che ricorderemo a vita e magari tra dieci anni gli stessi ragazzi che vedremo in campo sabato, saranno protagonisti della NFL o dei campi da football dei migliori college. E qui stiamo parlando del meglio del meglio.”

Un invito da accogliere assolutamente, quindi,  perché può essere un motivo per avvicinarsi ad una realtà sportiva diversa, ma anche per passare una giornata all’insegna dell’allegria e della curiosità verso uno sport in continua ascesa. Uno sport in cui i Minatori Cave stanno dando il massimo e lo dimostrano i risultati e i progetti in cantiere per la società guidata dal presidente Caroselli: una senior prima nel suo girone a punteggio pieno, un progetto ambizioso per la femminile in collaborazione con le squadre della Capitale (Marines e Legio XIII), e un progetto in crescita per le giovanili.

Cave si conferma ancora una volta un baluardo dello sport, e sarebbe bellissimo accogliere, sabato, i giocatori di tutte le squadre con un enorme applauso.

Il programma sul sito dei Minatori Cave

Chiara D’Ambrosio

LA VIOLENZA NEGLI STADI: PROFILI NORMATIVI DI UN FENOMENO PERICOLOSO

Cresce l’attenzione del Legislatore in materia di contrasto alla violenza nelle manifestazioni sportive – di Arianna Polani

Taluni episodi di cronaca giudiziaria hanno condotto il legislatore a prendere in debita considerazione il fenomeno della violenza nelle manifestazioni sportive, adottando misure sempre più severe nei confronti di coloro i quali si rendano responsabili di disordini. La crescente attenzione nasce da circostanze nel corso delle quali, a seguito di scontri occorsi in occasione di eventi quali competizioni sportive et similia, si sono verificate lesioni a persone o danni a cose. Il legislatore, dunque, perseguendo il precipuo scopo di contenere il fenomeno, ha adottato una serie di provvedimenti consistenti in sanzioni particolarmente aspre (di carattere amministrativo e penale) con le quali si cerca di arginare il problema.

Esordiamo dapprima con il commento del decreto-legge n. 119 del 22 agosto 2014, recante “Disposizioni urgenti in materia di contrasto a fenomeni di illegalità e violenza in occasione di manifestazioni sportive, di riconoscimento della protezione internazionale, nonché per assicurare la funzionalità del Ministero dell’interno” poi convertito in legge 17 ottobre 2014, n. 146, avente ad oggetto l’adozione e l’inasprimento di norme penali ed amministrative poste a tutela della correttezza nello svolgimento di manifestazioni sportive. Il decreto legge citato prevede un solido inasprimento della pena già comminata dall’art. 1 della precedente legge 13 dicembre 1989, n. 401. L’art. 2 del D.L. 119/2014 commina sanzioni più severe rispetto al precedente art. 6 comma 1 della Legge 13 dicembre 1989, n. 401 laddove prevede il divieto di introduzione o esposizione all’interno degli impianti sportivi di “striscioni e cartelli che, comunque, incitino alla violenza o che contengano ingiurie o minacce“. Non va poi tralasciata la D.A.S.P.O., ossia una delle misure previste dalla legge italiana al fine di contrastare il fenomeno della violenza negli stadi.

La D.a.s.p.o., acronimo di Divieto di Accedere alle manifestazioni Sportive, viene irrogata nei confronti di coloro i quali prendano parte ad episodi di violenza occorsi durante manifestazioni sportive. La norma fu introdotta con la legge 13 dicembre 1989 n. 401, e ad essa ne seguirono delle ulteriori, in species: il D.L. 22 dicembre 1994, n. 717 e la successiva conversione in L. 24 febbraio 1995, n. 45; la Legge del 4 aprile del 2007, n. 41 (legge Amato), emessa dal questore, persegue lo scopo di interdire l’accesso negli stadi a coloro i quali siano ritenuti pericolosi. La durata è variabile da uno a cinque anni (vedi comunque ipotesi di inasprimento di cui sopra) e può essere accompagnato dal contestuale obbligo di presentazione ad un ufficio di polizia in concomitanza temporale delle manifestazioni vietate. Non solo leggi speciali, ma anche lo stesso codice penale detta le sanzioni in materia di violenza occorsa in manifestazioni sportive, disponendo l’art. 588 c.p. che “Chiunque partecipa a una rissa è punito con la multa fino a trecentonove euro. Se nella rissa taluno rimane ucciso, o riporta lesione personale, la pena, per il solo fatto della partecipazione alla rissa, è della reclusione da tre mesi a cinque anni. La stessa pena si applica se la uccisione o la lesione personale, avviene immediatamente dopo la rissa e in conseguenza di essa“. Ciò a cui il Legislatore aspira è evitare che si verifichino forme di aggressione e di violenza in manifestazioni sportive che dovrebbero, al contrario, trasmettere valori e principi ben diversi: la condivisione, il divertimento, la lealtà, il rispetto dell’avversario, che sembrano mancare in occasione di manifestazioni sportive (in particolare in quelle per cui il pubblico sembra mostrare un alto interesse, tipo i classici derby ecc) e che invece, dovrebbero essere alla base di qualsiasi sport o competizione. Lo sport, infatti, se ben trasmesso è in grado di insegnare e tramandare lezioni per la vita di grande importanza: il prezzo del sacrificio, dell’impegno per il raggiungimento di un obiettivo, la continua sfida non solo nei confronti dell’avversario ma contro noi stessi, mirare ad obiettivi sempre più alti, raggiungere il traguardo a qualsiasi costo. Ultimamente, invece, sembra che tutto questo sia ampiamente ricoperto solo ed esclusivamente dal risultato finale, che se non soddisfa le aspettative del tifoso, lascia scatenare la violenza e la forza per affermare, in qualche modo, quella supremazia venuta meno. La sconfitta, infatti, non sembra più essere spunto di ulteriore motivazione, miglioramento, riflessione su ciò che l’ha causata; al contrario, infatti, si innesca un meccanismo diametralmente opposto a quello che il sano sport ha sempre cercato di instaurare e tutto questo ha scatenato l’esigenza di sanzionare e di punire tutti coloro che vedono nello stadio motivo di violenza.

Arianna Polani

Cave e le sue eccellenze sportive: parliamo dei Minatori.

di Chiara D’Ambrosio

A Cave c’è il football americano. Strano a dirsi, ma da una città che sforna da anni talenti sportivi e che fa dello sport un punto di riferimento per molti ragazzi, c’era quasi da aspettarselo.

Il football (che non è tipo il rugby, ci teniamo a precisare) è uno sport che in Italia si è affermato già da tempo, anche se (almeno inizialmente) ha visto i suoi astri nascenti principalmente nel nord Italia e nella Capitale. Ad oggi la FIDAF (Federazione Italiana Di American Football) vanta tre Divisioni e numerose squadre sparse in tutta Italia, da nord a sud. E proprio in Terza Divisione militano i Minatori Cave.

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I Minatori sono una squadra fondata nel 2013 dall’allora presidente Lucci e guidati oggi da Federico Angelo Caroselli, che ha preso le redini della società da meno di un anno e che ha portato una ventata di innovazione all’interno della società.

Portare avanti un progetto del genere, in un centro il cui bacino d’utenza è comprensibilmente ristretto rispetto ad una grande città, non è facile. Senza contare che stiamo parlando di uno di quegli sport estremamente impegnativi a livello fisico e psicologico: non ci si può fermare, ed ogni giocatore è fondamentale per la riuscita di uno schema. È uno di quegli sport in cui l’emotività gioca brutti scherzi, e per questo è fondamentale imparare ad essere lucidi. Vincere significa dominare l’avversario, perdere significa imparare.

Eppure ad appena il loro secondo campionato, i Minatori sono arrivati ai quarti di finale di South Conference. Grazie a gambe e cuore, e ad un gruppo che riesce ad essere coeso nonostante la tensione a cui è sottoposto. Una società così giovane non può che aver ricevuto molti complimenti dai veterani del football, ma proprio per questo motivo è tantissima l’aspettativa riposta nei ragazzi di coach Annoscia quest’anno.

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E Cave è chiamata a rispondere per sostenerli. Una delle immagini più belle per lo sport a Cave è stato vedere molte famiglie (e anche curiosi) affollare gli spalti del Luigi Ariola per sostenere i loro ragazzi, lo scorso anno. E quest’anno, dato che si punta in alto, ci si aspetta di vedere il triplo del sostegno dimostrato e di cui –specifichiamo- i Minatori sono estremamente grati.

I progetti attuali sono ambiziosi: oltre la prima squadra, la società sta lavorando per il progetto giovanili, e anche la femminile sta prendendo forma, non senza un po’ di fatica.

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Le Dinamiti, infatti, hanno creato una collaborazione con le Legionarie di Ostia per disputare il loro primo campionato ad Ottobre dell’anno prossimo, e sebbene sia più difficile avvicinare le ragazze al mondo del football, il gruppo è affiatato e motivato ad andare avanti.

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Gli allenamenti sono cominciati al Pala Iaia di Palestrina (causa lavori di ristrutturazione dello stadio Luigi Ariola), ma le iscrizioni sono aperte: Minatori e Dinamiti sono pronti ad accogliere nuovi giocatori e a far conoscere loro uno degli sport più belli che esistano. Uno sport in cui si cade spesso, ma c’è sempre qualcuno pronto a rialzarti. Non resta che collegarsi alla pagina facebook dei Minatori Cave e chiedere informazioni.

Chiara D’Ambrosio

Eccellenze locali: è il turno Michael Magnesi

Il campione di boxe ci parla di lui a pochi giorni dal prossimo match
– di Mattia Chiacchiararelli

Sta per iniziare il “Cave Challenges”, la competizione di boxe che domenica 15 ottobre alle 18.00, presso la tensostruttura in piazza G. Bruno di Cave, vedrà sfidarsi numerosi pugili dilettanti e professionisti. Il match clou della serata sarà quello tra Michael Magnesi e Boske Tuvdenlhava, e in vista di questo incontro abbiamo deciso di intervistare Michael e farci raccontare la sua storia.

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C’è stata una modifica nell’incontro di Artino. L’avversario sarà Sarchioto

 

Intanto grazie per essere qui, raccontaci un po’ di te, della tua storia.

Ho iniziato la boxe dal dilettantismo, affrontando tutta la gavetta, combattendo incontri e vincendo trofei necessari per raggiungere il punteggio per passare al professionismo. Un percorso importante che mi ha permesso di raggiungere una certa maturità, per affrontare avversari più vecchi di me anche di 10 anni e quindi con molta più esperienza. Da dilettante ho combattuto 52 incontri di cui 42 vinti 6 pareggiati e 4 persi, non senza polemiche. Poi circa due anni fa sono passato al professionismo e al momento ho uno score di 10 vittorie su 10 di cui 4 per ko prima del limite e anche 3 incontri nelle World Series of Boxing a Londra con il team Italia Thunder, l’ultimo dei quali si è svolto subito dopo l’attentato che mi ha scosso molto visto che ci trovavamo a pochi metri dal luogo del fatto.

Com’è nata la passione per questo sport?

È iniziato tutto in famiglia. Mio padre è sempre stato un grande appassionato di boxe, tanto da far appassionare anche mio fratello che ha praticato un po’ di boxe prima di me. Nonostante questo mio padre spingeva per non farmi intraprendere questa vita, conoscendo i sacrifici necessari e la difficoltà di questo sport. Un giorno decise di portarmi in palestra per farmi provare questa sensazione direttamente sulla mia pelle e quindi farmi cambiare idea, cosa che invece non è successa. Mi sono appassionato ancora più a questo sport, ho visto fin da subito che avevo le capacità, tant’è che il mio allenatore mi portò dopo pochi mesi a un torneo interregionale a Pisa che vinsi e da lì è iniziò la mia carriera.

Torniamo al presente. Domenica sfiderai il francese Tuvdenlhava, qui a Cave. Ti senti pronto? Cosa vi giocate in questo match?

Mi sento pronto. Sono consapevole delle mie capacità e sono fiducioso sul buon esito del match. Non ci giochiamo nessun titolo in questo match, ma è un incontro internazionale utile per ottenere punteggio per accedere a titoli più importanti come il titolo europeo. In teoria avrei dovuto già combattere ad agosto per il titolo italiano, ma il mio sfidante ha annullato l’incontro e per non perdere il lavoro fatto abbiamo deciso di organizzare questo match.

Quindi per il futuro punti anche al titolo europeo?

Certamente! E non solo, l’obbiettivo è raggiungere il titolo mondiale. Naturalmente ci vorrà del tempo e tanto lavoro, ma credo nelle mie capacità e penso di poter raggiungere il traguardo. In questo momento sto cercando uno sfidante per il titolo italiano, che al momento è vagante visto che l’ex campione in carica ha lasciato il titolo, ma tutti gli avversari con il punteggio sufficiente per lottare per il titolo non hanno ancora accettato la mia sfida.

Ricapitolando il tuo obbiettivo nell’immediato è il titolo italiano e in futuro il titolo mondiale, ma ad oggi quali sono i trofei che hai già messo in bacheca?

Come ti dicevo ho iniziato col torneo interregionale, poi ho vinto i regionali, il campionato italiano, gli azzurrini, ho rifatto gli italiani ma mi ruppi il primo metacarpo della mano e persi, così ricominciai gli allenamenti e lo rivinsi, poi in seguito ho vinto il Guanto D’Oro, che il più importante torneo del Lazio, dove competono i migliori 8 pugili italiani tra cui il titolare della nazionale e il titolare delle Fiamme Oro, vincendo per ko alla prima ripresa. Poi appena passato tra i professionisti ho vinto il titolo italiano Neo Pro.

Una bacheca già piena di trofei! Immagino che questi traguardi ti siano costati molta fatica, come ti prepari per gli incontri? Ad esempio per affrontare quello di domenica che preparazione hai seguito?

In genere inizio la preparazione un paio di mesi prima del match. Per affrontare quello di domenica ho dovuto un po’ modificare il mio programma poiché avrei dovuto combattere già da qualche tempo. I miei allenamenti si dividono in due sessioni giornaliere, nelle quali alterno tecnica e quindi figure e spostamenti alla parte atletica. Poi per preparare questo evento ho avuto anche la fortuna di fare lo sparring con il campione del mondo dei pesi gallo a Londra. Inoltre la preparazione per questo match è stata un po’ diversa dal solito perché è il mio primo incontro sulla lunghezza di 8 round, che quindi richiede una resistenza maggiore. La parte che però è più dura nella preparazione è sicuramente la dieta, in particolare l’ultima settimana. Bisogna stare attenti a tutto ciò che si mangia per restare entro il limite massimo di peso e non andare incontro a sanzioni, le quantità di cibo sono minime e la fatica degli allenamenti è tanta.

Chi è il tuo idolo del mondo della boxe?

Mi piacciono molto due campioni del passato, Marvin Hagler e Arturo Gatti.

C’è poco altro da aggiungere, i fatti parlano per questo ragazzo che nonostante la giovane età sta bruciando le tappe e sta raggiungendo tutti gli obiettivi che si è prefissato grazie al duro lavoro e all’impegno. Ricordo l’appuntamento di domenica alle 18.00 presso la tensostruttura di Cave, tutti a sostenere questo ragazzo, questa eccellenza locale.

Mattia Chiacchiararelli