Armi e sicurezza vanno sempre così d’accordo?

Negli ultimi anni, nel nostro paese, si è registrato un preoccupante aumento dei furti in abitazione e nelle attività commerciali soprattutto  nel centro-Italia. Ad accompagnare questa crescita, come in un rapporto di causa-effetto, si è visto un incremento della vendita di armi da fuoco e la sempre maggiore richiesta di porto d’armi per difesa personale da parte dei privati cittadini, che si sentono sempre meno al sicuro da attacchi alla propria abitazione. Acquistare un’arma e nella peggiore delle ipotesi usarla, è davvero la migliore delle cose da fare? – di Valerio Lombardo

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Negli ultimi anni, nel nostro paese, si è registrato un preoccupante aumento dei furti in abitazione e nelle attività commerciali soprattutto  nel centro-Italia. Ad accompagnare questa crescita, come in un rapporto di causa-effetto, si è visto un incremento della vendita di armi da fuoco e la sempre maggiore richiesta di porto d’armi per difesa personale da parte dei privati cittadini, che si sentono sempre meno al sicuro da attacchi alla propria abitazione. Acquistare un’arma e nella peggiore delle ipotesi usarla, è davvero la migliore delle cose da fare?

Nella legislazione italiana la questione della difesa personale è molto complessa ed articolata, ed è regolata dall’art.52 del codice penale, articolo che recentemente è stato oggetto di revisione.
Nel nostro paese infatti molto più frequentemente si sente parlare di episodi che mettono in evidenza come sia fondamentale capire il confine tra legittima difesa ed eccesso di legittima difesa. Per l’articolo 52, comma 1, la legittima difesa è tale nel momento in cui la difesa è proporzionale all’offesa.
E proprio su questo argomento le armi da fuoco hanno un ruolo da protagoniste nel dibattito se sia sicuro o meno, giusto o non giusto, possedere un’arma per difendere la propria incolumità e quella delle persone a noi vicine.

Possedere un’arma  in casa senza prendere le appropriate precauzioni può risultare molto pericoloso, altrettanto pericoloso è possedere un’arma, usare le giuste precauzioni ma non essere in grado di usarla in condizioni di panico e stress elevato come nel caso in cui ci si trovi dinanzi ad un estraneo nella propria abitazione, magari nelle ore notturne.
Premettendo che la reale condizione di controllo dello stress, giusta percezione del pericolo e conseguente capacità di giudizio sul miglior modo di gestire la situazione non esiste, si può ovviare con delle esperienze formative che possono mettere in condizione chiunque di gestire condizioni di pericolo.
Proprio a causa di questa necessità, nel mercato si sta facendo sempre più strada il “percorso alternativo”, la vendita di armi e pallottole non letali. Dai più noti taser e spray al peperoncino fino ai fucili a pompa che però sparano pallottole di gomma non in grado di uccidere, ma di immobilizzare il malintenzionato. Riguardo questo tema la legge è molto più permissiva e la vendita è molto più accessibile ai cittadini.
È molto spesso consigliato anche di aumentare tutto l’apparato di prevenzione,  per evitare appunto incursioni domestiche, come l’uso di telecamere, sbarre alle finestre e porte blindate. Negli ultimi tempi si è registrato un notevole aumento anche di “panic room” camere, spesso quelle da letto, praticamente impenetrabili dall’esterno con collegamenti a internet e telefono per comunicare con le forze di polizia.
Insomma le modalità per la protezione personale non per forza sono riconducibili alle armi da fuoco, forse queste sono le prime a cui si pensa quando si tratta questo argomento, ma appunto non le uniche e non per forza le più efficaci.

                                                                                                                         -Valerio Lombardo.