Manipolazione di massa e capitalismo

Spunti per una critica al consumismo moderno – di Marco Pochesci

Annunci

Viviamo in una società bloccata: riprendendo la tesi chiave esposta da Marcuse in “L’uomo a una dimensione” e contestualizzandola al nostro tempo ci si rende conto che l’analisi esposta dal pensatore tedesco e maestro del “68” è più attuale che mai.

Il pensiero si è fatto uni-dimensionale: non siamo più in grado di proporre una critica, nel senso kantiano del termine, un pensiero negativo nei riguardi dell’attuale stato di cose. Siamo ormai assuefatti al capitalismo moderno e non abbiamo più gli strumenti intellettuali e critici per una sua riforma.

Un elemento che può giustificare la vittoria totale dell’attuale organizzazione sociale ed economica è senz’altro la fine dell’esperienza del comunismo storico dell’URSS: la sola forza davvero antagonista al capitalismo consumista “made in USA”  è franata sotto il suo stesso grande peso. Tolto di mezzo il principale antagonista, materiale ed intellettuale, il capitalismo si è imbastardito: da mezzo potenziale per l’emancipazione dell’Uomo dalla penuria (dalla rareté sartriana: “toute l’aventure humaine … est une lutte acharnée contre la rareté“) si è trasformato in mezzo di costrizione per quest’ultimo. Infatti è ormai palese come il mondo tecnico-razionale del capitalismo ha imposto un vero e proprio dominio sull’uomo tramite la sublimazione di bisogni il cui soddisfacimento è funzionale all’esclusivo perseguimento di interessi particolari: l’acquisto di uno smartphone da mille euro non è razionale per il consumatore; lo è esclusivamente per il socio azionista di quella particolare impresa. Ma il bisogno compulsivo-ossessivo  di consumare proviene dal vuoto interiore dell’uomo moderno: stretto e circondato da messaggi funzionali a questo spreco di risorse (pubblicità, influencers, sovra-informazione) non è in grado di sviluppare un’alternativa mentale alla sovrastruttura capitalistico-consumistica e non se ne pone il dilemma: non comprende che il suo lavorare per il soddisfacimento di bisogni sublimati ma intrinsecamente inautentici costituisce la sua scelta di prigionia perenne: siamo schiavi in un mondo apparentemente libero.

Marco Pochesci

Autore: Redazione Cave Canem

Associazione Culturale Cave Canem L'associazione culturale Cave Canem nasce con l'intento di valorizzare la cultura dell'informazione e del territorio. Siamo un gruppo di giovani che pubblicano un bimestrale gratuito dal nome Cave Canem, supplemento del giornale Numero Zero che esce nel territorio Prenestre ogni settimana. Il nostro direttore è Massimo Sbardella, giornalista attivo a livello nazionale e territoriale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...