Trappist-1 e i 7 nuovi pianeti

di Mattia Chiacchiararelli

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C’è vita lontano dalla terra?

Il 22 febbraio 2017 la NASA ha indetto una conferenza stampa in diretta mondiale per comunicare al pubblico una grande scoperta. L’attesa è stata ben ripagata, la notizia comunicata è tra quelle che segneranno la storia.
Sono stati identificati ben 7 pianeti che gravitano intorno alla stella Trappist-1 di cui almeno 3 potenzialmente abitabili.
La stella Trappist-1 è una nana rossa ultra-fredda, ma non fatevi ingannare dal nome: la sua temperatura superficiale è comunque di 2276 C° circa!
Tuttavia è considerata comunque fredda rispetto al nostro sole che misura 5504 C°.
Si trova nella costellazione dell’Acquario a 39 anni luce dalla terra, più o meno 378 mila miliardi di km, ha una massa pari all’8% del nostro sole, ed è poco più grande di Giove.
Trappist-1 è una stella giovane, ha solo mezzo miliardo di anni, ma data la sua piccola massa ha una prospettiva di vita molto più lunga del nostro sole.

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La stella è al centro di studi e di osservazioni dal 2015, anno in cui furono individuati i primi 3 pianeti ai quali si sono aggiunti – in seguito alle ultime scoperte- gli altri 4.

Il metodo di osservazione che ha permesso la scoperta di questi pianeti si chiama metodo del transito, cioè non si osservano direttamente i pianeti ma si misura la variazione della luminosità della stella durante il transito del pianeta davanti ad essa; ed è in base ai tempi ed alle variazioni della luminosità che si calcolano la grandezza e la velocità del pianeta.
La scoperta di questi pianeti è frutto di una collaborazione tra la NASA -che ha lavorato con il telescopio spaziale Spitzer-e ESO, proprietaria dell’osservatorio Trappist-South (da cui deriva il nome delle stella) di La Silla in Cile, controllato dall’università di Liegi, mentre l’intero studio è stato coordinato dal prof. Gillon.

I 7 pianeti hanno un’orbita molto stretta: basti pensare che il pianeta Trappist-1 h, il più lontano dalla stella, ha l’orbita più stretta rispetto a Mercurio, il pianeta del nostro sistema più vicino al sole.

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Infatti Trappist-1 h impiega soltanto 20 giorni per effettuare un’orbita completa intorno a Trappist-1 rispetto a Mercurio, il quale gira intorno al sole in quasi 88 giorni.
La parte più importante della scoperta è comunque l’individuazione dei pianeti E,F,G, che sono tutti potenzialmente abitabili, cioè hanno un’alta probabilità di avere acqua allo stato liquido e temperature non proibitive per l’uomo.

Un’altra importante notizia riguarda il pianeta Trappist-1 d che ha ottenuto l’indice di similarità terrestre (ESI) più alto mai registrato: 0.90; superando l’indice di Kepler-438b che registrava 0.88; mentre Trappist-1 e è al 4° posto con 0.86 dietro a Proxima Centauri b con 0.87. Nonostante l’alto indice ESI, Trappist-1 d potrebbe avere una temperatura troppo alta per consentire la vita sul pianeta, causato da un effetto serra incontrollato.

Maggiori informazioni si avranno nei prossimi anni, in particolare nel 2018 con il lancio del nuovo telescopio spaziale James Webb frutto della collaborazione tra NASA, ESA e Agenzia Spaziale Canadese; e nel 2024 quando l’ESO inaugurerà l’European Extremely Large Telescope, un telescopio con il diametro dello specchio primario di 39 metri, che consentirà lo studio di pianeti molto lontani dal nostro sistema solare.

Per il momento non ci resta che aspettare e viaggiare con la fantasia… alla velocità della luce!

Mattia Chiacchiararelli

Autore: Redazione Cave Canem

Associazione Culturale Cave Canem L'associazione culturale Cave Canem nasce con l'intento di valorizzare la cultura dell'informazione e del territorio. Siamo un gruppo di giovani che pubblicano un bimestrale gratuito dal nome Cave Canem, supplemento del giornale Numero Zero che esce nel territorio Prenestre ogni settimana. Il nostro direttore è Massimo Sbardella, giornalista attivo a livello nazionale e territoriale.

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